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DALL'ITALIA

 

DAL MONDO

 

L' Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

(Costituzione art. 11)

 

 

 

federazione italiana emigrazione immigrazione


DAL SUD AFRICA:

APPELLO

sottoscritto dai sottoelencati Consiglieri del CGIE ed Esperti

(in occasione della Commissione Continentale dei Paesi Anglofoni extra-europei riunitasi a Durban, Sud Africa, dal 10 al 12 marzo 2003)

 

I sottoscritti Consiglieri della Commissione Continentale dei Paesi Anglofoni extra-europei del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, riunitasi a Durban (Sud Africa) dal 10 al 12 marzo 2003, prendono atto che in questo periodo si è di fronte ad un catastrofico scenario di morte e di distruzione che interessa tutta l'umanità.

I Consiglieri ritengono che siamo di fronte ad un problema epocale e, sicuramente prioritario, che è quello della convivenza mondiale e, ispirandosi all'indimenticabile messaggio della non violenza di Gandhi vissuto proprio in questa città di Durban che ha ospitato i nostri lavori, fa appello ad una vera e propria convivenza pacifica e civile nel villaggio globale.

I Consiglieri stigmatizzano che nella società del benessere vi è ancora tanta, troppa gente trincerata in una specie di torre d'avorio, convinta che la forza, la soperchieria, l'arricchimento, il successo siano gli unici parametri per misurare il grado di civiltà dell'uomo.

Da questo modo di intendere la vita e di interpretare la politica il passo per avventure violente e squinteriate è veramente breve. Si chiami terrorismo, guerra preventiva, sterminio di massa, per fame o distruzione ecologica, si tratta sempre delle tante facce della stessa medaglia, quella dell'egoismo che regola i rapporti personali, sociali e tra gli Stati.

I Consiglieri ritengono, infine, che si debba riconoscere  la piena e incondizionata autorità dell'Organizzazione delle Nazioni Unite come fattore di equilibrio e di  stabilità nel contesto internazionale.

 

CASAGRANDE Luigi

COSTA

CRESCIANI

DELLA MARTINA Lorenzo

DI TROLIO

LANCELLOTTI BARTOLI Arnalda

FATIGA

MANGIONE Silvana

MARIANO Maurizio

MAROZZI

SCHIRRU Pietro

 

Durban, 12 marzo 2003

 

 

DALLA SVIZZERA:

Le organizzazioni associative e politiche dell'emigrazione italiana in Svizzera - Associazione Cattolica Lavoratori Italiani (ACLI), Federazione delle Colonie Libere Italiane (FCLIS), Federazione dei Circoli Culturali Realtà Nuova, La Margherita, Italia dei Valori, Democratici di sinistra (DS) - condannano fermamente l'ostinata volontà del Presidente Bush e del Premier inglese Blair di sferrare un mortale attacco militare al popolo irakeno, già provato da decenni di dittatura e da oltre un decennio di embargo. Particolarmente inquietante è l'annuncio dell'uso di nuove armi di sterminio che produrranno effetti devastanti sulla inerme popolazione irakena.

La dichiarazione unilaterale di guerra, formalmente contenuta nell'ultimatum del Presidente Bush al governo irakeno, è del tutto priva di legalità internazionale, in quanto non autorizzata preventivamente dal Consiglio di Sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e in contrasto con la volontà della stragrande maggioranza delle popolazioni della terra.

Le suddette organizzazioni rivolgono un caldo appello al Parlamento e al Presidente della Repubblica affinché vigilino sul rispetto della nostra Costituzione - che impone il ripudio della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” - impedendo al Governo italiano di offrire qualsiasi forma di supporto logistico allo svolgimento di questa guerra.

Invitano infine la collettività italiana residente in Svizzera ad esprimere la propria contrarietà alla guerra, partecipando in massa a tutte le manifestazioni di protesta che verranno organizzate da movimenti, associazioni e forze politiche italiane e svizzere.

 

Comunicato della segreteria dei Ds in Svizzera

In questo momento è necessario dare voce alla volontà di pace dei cittadini e lavorare perché in ogni città, in ogni scuola, in ogni luogo di lavoro si organizzi la mobilitazione per fermare questa guerra insensata. La segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra in Svizzera esprime profonda preoccupazione per l'inizio della guerra in Iraq.

Una guerra ingiustificata e illegittima sotto il profilo del diritto internazionale che potrebbe produrre effetti devastanti per i costi umani e per le conseguenze sulla sicurezza e sulla stabilità per il mondo intero. L'Amministrazione Bush e i paesi che sostengono questa guerra si sono assunti una gravissima responsabilità nel chiudere la strada al disarmo pacifico dell'Iraq, contro la volontà delle Nazioni Unite e della grande maggioranza dell'opinione pubblica mondiale.

I Democratici di Sinistra in Svizzera impegnano tutte le loro organizzazioni a convertire le iniziative già programmate in manifestazioni per la pace, ad aderire e a partecipare agli appuntamenti unitari promossi dalle organizzazioni sindacali, dagli enti locali, dal movimento per la pace

 

DALLA GERMANIA

 

Democratici di Sinistra in Germania - sgomenti di fronte alla voce

delle armi ed al silenzio della diplomazia nonchè della ragione

invitano tutti i cittadini italiani, in particolare i propri iscritti,

ad appoggiare tutte le iniziative per il blocco della guerra,

per la pace e la democrazia e per lenire le sofferenze delle

popolazioni innocenti colpite.

Come cittadini italiani in Germania, appoggiamo con orgoglio la linea

politica seguita dal Governo rossoverde che - a differenza di quello

italiano - si e' impegnato strenuamente per evitare che la follia

provocasse la tragedia che e' iniziata questa notte.

 

DAL CANADA

I Comites di Edmonton, Montreal, Toronto, Ottawa e Vancouver,  rappresentanti istituzionali di oltre  un milione e mezzo di cittadini  italiani e di origine italiana residenti in Canada, riunitisi a Ottawa il 28  Marzo 2003

Ripugnano

il terrorismo in tutte le sue manifestazioni e la dittatura di Saddam Hussein che cosi’ gravi soffenze ha causato alla popolazioni irachene

Esprimono il proprio sdegno

per le azioni di guerra portate in territorio iracheno senza  un mandato specifico dell’ONU. Guerra che oltre a causare pesanti sofferenze e innumerevoli perdite di vite umane fra la popolazione civile, l’esercito iracheno e gli eserciti di Stati Uniti e Gran Bretagna e degli altri eserciti belligeranti, minaccia seriamente l’equilibrio e la pace nel mondo

Respingono

il ricorso alla Guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali

 

Chiedono

una immediata cessazione di tutte le attivita’ di guerra

 

Auspicano

Che l’Organizzazione delle Nazioni Unite possa nuovamente e prontamente in forza dell’autorevolezza, dignita’ e potere che le deriva dal mandato ricevuto dall’assemblea delle nazioni, riassumere il controllo della situazione  per garantire  la pace e portare immediatamente i necessari aiuti umanitari in quella martoriata zona del mondo ed evitare cosi’ ulteriori sofferenze e catastrofi umanitarie.

 

Firmato:  Intercomites Canada

 

Ottawa, 28 marzo 2003

 

Il governo Usa è fuori legge

di ATTAC Italia

 

La guerra contro l'Iraq è iniziata.

Il governo statunitense disprezza le risoluzioni dell'Onu, attacca l'Iraq e si sbarazza definitivamente di sessant'anni di sforzi mirati a costruire una società internazionale basata sul diritto, sulla giustizia internazionale e non sulla forza. Il governo Bush si è messo quindi fuori legge e si pone fuori dalla comunità internazionale.

Attac Italia è solidale con tutte le forze e i movimenti che, negli Stati uniti moltiplicano le azioni di protesta contro la guerra e con le centinaia di Comuni (tra i quali quello di New York) e Contee che hanno votato risoluzioni in questo senso, con tutto il movimento non violento e pacifista Usa.

Attac Italia esprime solidarietà al popolo iracheno, già sottomesso ad una odiosa dittatura, vittima dei bombardamenti e dei combattimenti. George Bush e i suoi figuranti José Maria Aznar e Tony Blair si assumono la responsabilità storica di una catastrofe umanitaria.

Attac Italia ritiene indispensabile la convocazione di una Assemblea generale straordinaria delle Nazioni unite per condannare il ricorso alla forza senza mandato Onu e decidere le misure per opporsi alla spartizione del bottino di guerra.

Attac Italia chiede ai suoi aderenti e simpatizzanti ad unirsi alle manifestazioni organizzate per fermare la guerra in ogni città, in ogni strada.

Dolore, paura e rabbia. Ma una sola certezza: nel mondo il dissenso a questa guerra è maggioritario, anche nei paesi che la sostengono, dall'Australia, al Canada, dal Giappone, al Salvador. Fermiamoli!

Non lasciamoci in pace chi fa la guerra.

(Comunicato del Consiglio Nazionale di Attac Italia Italia, 19 marzo 2003)

 

LA  COMUNITA' ITALIANA NEL MONDO per LA PACE e LA DEMOCRAZIA

La comunità italiana nel mondo, con l'autorevolezza che esprime, faccia sentire la propria voce per stigmatizzare in modo fermo l'apertura del conflitto in Iraq, contro la volontà delle NAZIONI UNITE, la  determinazione chiara del Parlamento europeo, l'azione decisa del Presidente Prodi e del Presidente Simitis, gli appelli accorati del Papa, e la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica mondiale.

Si tratta di una scelta drammatica e scellerata.

È del tutto evidente che vi erano e potrebbero ancora esservi altre strade affidate alla diplomazia internazionale.

Ma la protervia con cui l'Amministrazione Bush ha deciso di forzare la mano, chiudendo ogni spazio agli stessi tentativi di mediazione di Tony Blair, dimostra che l'attuale leadership americana ha un concetto della politica e del suo ruolo, che non possiamo nè comprendere nè condividere.

Pur nell'angoscia di queste ore, il mio invito è di accompagnare alla protesta, una altrettanto forte difesa delle istituzioni sovranazionali, dall'ONU all'Unione Europea, che non devono essere digerite nel vortice tumultuoso della guerra, pena la confusione totale.

Proprio dall' ONU e dall' UNIONE EUROPEA rafforzati dovremo ripartire per costruire, sulle macerie prodotte da un conflitto evitabile, un nuovo ordine mondiale fondato sulla sicurezza, la democrazia, il multilateralismo.

 

On. Gianni PITTELLA

responsabile nazionale DS

Italiani all'estero


      

             


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