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DALL'ITALIA

 

DAL MONDO

 

L' Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

(Costituzione art. 11)

 

 

 

federazione italiana emigrazione immigrazione


Domande e risposte:

1) che percentuale di popolazione hanno gli USA nel pianeta? Il 6%

2) che percentuale di ricchezza appartiene agli USA? Il 50%

3) quale nazione detiene le maggiori riserve petrolifere? Arabia Saudita

4) quale è la seconda nazione con maggior petrolio? L'Iraq

5) che percentuale di spese per la guerra hanno gli USA nel mondo? Il 50%

6) quale è la percentuale, secondo fonti ONU, delle spese USA per le necessità del Terzo Mondo depredato? Il 10%

7) quanta gente è morta dalla Seconda Guerra Mondiale? 86 milioni di persone

8) da quando l'Iraq ha armi chimiche e biologiche? Dagli inizi degli anni ottanta

9) chi ha fornito queste armi all'Iraq? Gli USA, il Regno Unito e le

multinazionali private occidentali

10) condannarono gli USA l'uso di gas da parte dell'Iraq contro l'Iran? No

11) quanta gente assassinò Saddam con armi vietate tra i curdi nel 1988? Più

di 5000 persone nella sola Halabaja

12) quanti governi occidentali condannarono questo crimine? Nessuno

13) quante armi vietate utilizzarono gli USA in Vietnam? Più di 35 milioni

14) esistono prove che vincolano l'Iraq agli attentati in USA dell'11 settembre del 2001? No

15) quale è la stima ufficiale dei morti nella guerra del Golfo? 35.000

16) quanti morti ufficiali nella guerra del Golfo tra le truppe occidentali? Una ventina

17) quante tonnellate di uranio impoverito sono state scaricate in Iraq e Kuwait dagli USA? 40 tonnellate

18) secondo fonti ONU: i rischi di cancro dalla guerra di Golfo in Iraq in che proporzioni sono cresciuti? Del 700%

19) quanti morti civili ha previsto il Pentagono nella guerra d'aggressione in Iraq oggi? 10.000

20) quanti saranno i bambini? Il 50%

21) da quanti anni gli USA e GB bombardano l'Iraq? 11 anni

22) quante risoluzioni ha prodotto l'ONU per fermare Israele dalla sua politica d'aggressione militare? Oltre 65

23) quante risoluzioni dell'ONU hanno visto il veto degli USA contro la pace e gli embarghi? Oltre 30

24) quante nazioni hanno armi nucleari? Alla luce del sole 8

25) quante testate nucleari possiede l'Iraq? Nessuna

26) e quante ne possiede il nordamerica? Più di 10.000

27) quale è stato l'unico paese che ha utilizzato l'atomica ad oggi? Gli USA

28) quante testate nucleari possiede Israele? Più di 400

29) che cosa afferma l'articolo VI del Trattato di non Proliferazione ratificato dagli USA? "Che gli stati dotati di armi nucleari si impegnano a negoziare tra di loro per la eliminazione dei loro arsenali nucleari

(firmato dagli USA nel luglio del 1968 ed entrato in vigore come legge il 5 marzo del 1970)

30) perchè non è entrato in vigore il Trattato che proibisce totalmente l'utilizzo e lo sviluppo del nucleare? Perchè - nonostante il presidente

Bill Clinton dichiarò la volontà a firmarlo - il Congresso nordamericano si oppose quanto l'attuale inquilino della Casa Bianca

31) perchè non si approvò il Trattato per la proibizione delle armi biologiche? Perchè gli Stati Uniti si opposero e sempre è stato vietato agli

ispettori dell'ONU di verificare i laboratori di produzione di armi chimiche e biologiche degli USA

32) da dove arrivò l'antrace che terrorizzò gli USA e minacciò i paesi occidentali? Da un laboratorio USA secondo loro fonti

33) chi partecipa all'azienda che produce l'antitodo contro l'antrace? Il signor Bush padre e Bin Laden

34) vi sono compagnie petrolifere USA che appartengono alla famiglia Bush e a Bin Laden? Si

35) la famiglia Bush collaborò direttamente con Hitler in fornitura di armi e speculazioni con riferimento a chi era nei lager? Si

36) Dick Cheney controlla società che si occupano di armi che hanno contratti miliardari con il Ministero della Guerra USA? Si

37) Condolezza Rice è componente del consiglio di amministrazione della Chevron (una delle sette sorelle) con interessi per il petrolio? Si

38) la fabbrica per produrre gas nervino in Iraq si avvalse della tecnologia inglese? Si

39) milioni di mine antiuomo utilizzate in Iraq per fermare l'avanzata

angloamericana sono anche di produzione italiana? Si

40) il presidente USA (eletto in maniera rocambolesca con 30 milioni di voti su una popolazione di 300 milioni di abitanti) e che intende dominare il mondo contro le emissioni inquinanti previste dal Trattato di Kyoto cosa ha votato? No

41) contro la liberalizzazione dei brevetti anti-AIDS in Africa cosa ha votato? No

42) contro l'uso indiscriminato di OGM cosa ha votato? No

43) per la ratifica del Tribunale Internazionale Penale cosa ha votato? No

44) per la distruzione delle foreste con idea di evitare incendi come si è espresso? Con un si

45) per l'uso indiscriminato del petrolio in Alaska come si è espresso? Con un si

46) chi ha finanziato e protetto decine di governi fantoccio dittatoriali e finanziato colpi di Stato come in Cile sempre un 11 settembre? Gli USA

47) chi addestra squadroni della morte per azioni di vero terrorismo in America Latina e non solo? Gli USA

48) chi ha liberato il mondo dal nazi-fascismo? I partigiani, le guerre di Liberazione, gli USA e i loro alleati occidentali, l'Unione Sovietica

49) convertendo una minima parte delle spese per gli armamenti è possibile portare a risoluzione i grandi drammi che attanagliano l'umanità (fame,

carestie, mancanza di acqua, infrastrutture, istruzione, malattie,

istruzione...)? Si

50) la maggioranza dell'umanità vuole le guerre come risoluzione delle varie controversie internazionali? NO

 

La pace è il diritto dei popoli e il loro futuro. La guerra la loro sconfitta.

 

 

From: ritamail@t-online.de (Doritas)

boicottaggio contro sostenitori di bush

Date: 19 Mar 2003 16:52 GMT

Boicottaggio della Esso, della Coca Cola e di tutti gli altri grandi elettori del presidente Bush

Philip Morris $2.9m

Microsoft $2.4m

AT&T $2.4m

UPS $2.3m

Bristol Myers Squibb $2.1m

Verizon $2.0m

Pfizer $1.9m

SBC $1.9m

Enron $1.8m

Citigroup $1.8m

Federal Express $1.7m

Time Warner/AOL $1.6m

Credit Suisse $1.6m

Ernst & Young $1.5m

UST $1.5m

Morgan Stanley Dean Witter $1.5m

Lockheed Martin $1.5m

Union Pacific $1.5m

Freddie Mac $1.4m

Bell South $1.4m

Glaxo Wellcome $1.3m

Amway $1.3m

Price W'house Coopers $1.3m

Deloite & Touche $1.3m

Eli Lily $1.3m

Goldman Sachs $1.2m

Anderson W'wide $1.2m

Merrill Lynch $1.2m

Exxon Mobil $1.2m

WorldCom Inc $1.2m

Lehman Brothers $1.1m

International Paper $1.1m

General Electric $1.1m

Global Crossing $1.1m

MGM Mirage $1.1m

Koch $1.0m

Aflac $1.0m

Paine Webber $1.0m

American $1.0m

Financial Gp

Boeing $1.0m

Southern Co $1.0m

Ltd Inc $950k

BP Amoco $950k

KPMG $900k

American Airlines $900k

Schering Plough $900k

Brown & Williamson $880k

Bank Pharmacia/Upjohn $850k

One $850k

Qwest $850k

Anheuser Busch $850k

Cintas Corp $828k

MandalayResort Gp $810k

Lehman Bros $810k

Reynolds Tobacco $810k

Fannie Mae $800k

Bank of America $800k

American Int Gp $800k

GAF $800k

Chevron Texaco $800k

Paso $790k

CSX $770k

Burlington North $770k

General Dynamics $750k

American $740k

Home Prods

Joseph Seagram $740k

PepsiCo $720k

Chase Manhatten $700k

FPL Group $685k

Dominion Resources $680k

Prudential $900k

USX Corp $650k

Northwest Airlines $650k

Aventis $650k

First Energy $640k

Reliant Energy $640k

Walt Disney $640k

WalMart $630k

Cisco Systems $630k

Texas Utilities $630k

AEI Resources $630k

Westwood One $620k

Amgen $600k

K Mart $590k

UAL Corp $570k

Home Depot $560k

Duchossois Inds $550k

Archer Daniels Midland $530k

Edison Int'l $530k

Ford $510k

General Motors $510k

Daimler Chrysler $500k

 

SETTE CRITERI DI CONDOTTA PER L'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA

DEL BLOCCO DEI MEZZI DI TRASPORTO CHE RECANO ARMI

CHE VERRANNO UTILIZZATE PER LE AZIONI TERRORISTICHE E STRAGISTE DI CUI CONSISTERA' L'ANNUNCIATA GUERRA ILLEGALE E CRIMINALE

 

SCEGLIAMO LA NONVIOLENZA

PER DIFENDERE LA PACE E LA VITA UMANA

PER DIFENDERE LA LEGALITA' COSTITUZIONALE

E IL DIRITTO INTERNAZIONALE

 

1. A un'azione diretta nonviolenta possono partecipare solo le persone che

accettano incondizionatamente di attenersi alle regole della nonviolenza durante tutto lo svolgimento dell'azione diretta nonviolenta stessa

(ricordando che, come sempre, la fase piu' difficile e' la conclusione).

 

2. Tutti i partecipanti devono saper comunicare parlando con chiarezza, con tranquillita', con rispetto per tutti, e senza mai offendere nessuno.

 

3. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente senso e fini dell'azione diretta nonviolenta cui prendono parte, nel caso specifico del

blocco del trasporto di armamenti destinati alla guerra cio' significa fare un'azione rigorosamente nonviolenta e concretamente efficace:

- per impedire la guerra, le stragi, le devastazioni; cioe' per salvare

delle vite umane, come e' diritto e dovere di ogni essere umano;

- per rispettare ed inverare con il proprio impegno personale la legalita'

costituzionale e il diritto internazionale che proibiscono questa guerra.

 

4. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente anche le possibili conseguenze personali della partecipazione all'azione diretta nonviolenta cui prendono parte, nel caso specifico del blocco del trasporto di armamenti destinati alla guerra cio' vale a dire essere consapevoli che ogni singolo partecipante puo' andare incontro alla possibilita' di denuncia, di fermo e di arresto, di procedimento penale e di condanna a sanzione sia pecuniaria che detentiva.

Queste possibilita' vanno seriamente esaminate prima di prendere parte all'azione diretta nonviolenta; una volta decisisi a partecipare e se esse si verificassero si ha il dovere di accettare pacificamente e onestamente tali conseguenze, e ad esse nessuno deve cercare di sottrarsi. Tra le imputazioni possibili vi sono l'interruzione di pubblico servizio, l'attentato alla sicurezza dei trasporti, l'istigazione a delinquere (questo stesso testo puo' essere considerato istigazione a delinquere), con l'aggravante del concorso essendo in piu' persone a compiere l'azione

diretta nonviolenta. Tutti i partecipanti devono essere muniti di documenti di identita' e devono esibirli su richiesta delle forze dell'ordine (non farlo e' reato); tutti i partecipanti hanno il dovere di non provocare danni alle persone all'ambiente o ai beni; tutti i partecipanti devono avere un atteggiamento

di massimo rispetto nei confronti di tutte le persone e soprattutto nei confronti delle forze dell'ordine.

Tutti i partecipanti devono saper spiegare le ragioni dell'iniziativa nonviolenta e chiarire che la propria condotta sara' comunque rigorosamente nonviolenta; e poiche' si occuperanno le aree di transito die mezzi di trasporto con il proprio corpo, qualora si venga spostati di peso non si deve in alcun modo ne' opporre resistenza, ne' lanciare offese ne' minacce:

e' bene continuare a parlare serenamente e rispettosamente anche con le persone che materialmente sposteranno i partecipanti, rassicurandoli che la nostra azione non e' affatto contro di loro e non intendiamo in alcun modo

ne' offenderli ne' far loro del male, e che anzi l'azione diretta nonviolenta e' eseguita per difendere la legalita' costituzionale che e' stata violata da chi illegalmente e criminalmente ha promosso o sta

favoreggiando la guerra in preparazione.

 

5. Tutti devono rispettare i seguenti principi della nonviolenza:

- non fare del male a nessuno: se una sola persona tra i partecipanti all'azione diretta nonviolenta dice o fa delle stupidaggini, o una sola persona per responsabilita' dei partecipanti all'azione diretta nonviolenta si fa male, l'azione diretta nonviolenta e' irrimediabilmente e totalmente fallita, e deve essere immediatamente sospesa;

- spiegare a tutti (amici, autorita', interlocutori, interpositori, eventuali oppositori) cosa si intende fare, e che l'azione diretta nonviolenta non e' rivolta contro qualcuno, ma contro la violenza (in questo

caso lo scopo e' fermare la guerra, cercar di impedire che avvengano altre stragi ed atrocita', salvare delle vite umane, difendere la legalita' costituzionale e il diritto internazionale);

- dire sempre e solo la verita';

- fare solo le cose decise prima insieme con il metodo del consenso ed annunciate pubblicamente (cioe' a tutti note e da tutti condivise); nessun deve prendere iniziative personali di nessun genere; la nonviolenza richiede lealta' e disciplina;

- assumersi pienamente la responsabilita' delle proprie azioni e quindi subire anche le conseguenze che ne derivano;

- mantenere una condotta nonviolenta anche di fronte all'eventuale violenza altrui.

 

6. Occorre chiarire che chi non accetta queste regole non puo' partecipare all'azione diretta nonviolenta, poiche' sarebbe di pericolo per se', per gli altri e per la riuscita dell'iniziativa che e' e deve essere rigorosamente nonviolenta.

 

7. E' bene che chi promuove azioni dirette nonviolente fornisca a tutti i partecipanti per iscritto le regole di condotta condivise, e meglio ancora

sarebbe se esse venissero discusse e definite tra tutti i partecipanti col metodo del consenso.

Questo testo puo' essere un canovaccio utilizzabile a tal fine: se condiviso puo' essere riprodotto in volantini e cartelloni.

E' inoltre bene che le regole di condotta condivise dai partecipanti all'azione diretta nonviolenta vengano fatte conoscere anche alle forze dell'ordine, alle varie autorita' ed a tutte le altre persone che si trovassero nel luogo in cui si svolge l'azione diretta nonviolenta dandone una copia scritta ad ogni persona presente, oltre che a tutti i mezzi d'informazione.

 

Il Centro di ricerca per la pace di Viterbo

per contatti: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo,

tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

*

Il testo che precede e' un adattamento di un paragrafo della "Guida pratica

all'azione diretta nonviolenta delle mongolfiere della pace" del Centro di

ricerca per la pace di Viterbo, diffusa ed utilizzata nel 1999.

 

Ai fini delle possibili conseguenze civili e penali (se questo testo venisse considerato "istigazione a delinquere" essendo, come e', un invito a

realizzare azioni dirette nonviolente per fermare la guerra illegale e criminale) il responsabile di questo testo e' Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo.

 

INFORMAZIONE. "MEDIAWATCH", OSSERVATORIO SULLE MENZOGNE DI GUERRA

[Da Peacelink (per contatti: info@peacelink.it) ]

Dalla societa' civile prende vita una "commissione di vigilanza popolare", che documentera' i casi in cui l'informazione italiana si trasforma in propaganda. L'iniziativa parte da un gruppo di siti e riviste di informazione indipendente: Altreconomia, Azione Nonviolenta, Buone Nuove, Guerre & Pace, Information Guerrilla, Informazione senza frontiere, PeaceLink, Terre di Mezzo, Unimondo, Vita, Volontari per lo sviluppo.

All'indirizzo http://www.peacelink.it/mediawatch parte la raccolta delle "bufale" e delle faziosita'.

*

"Non riuscivo a credere che i giornalisti fossero qui per firmare praticamente pezzi scritti dai militari. Tutto questo e' il contrario di quello che ha sempre significato l'America, liberta' di pensare, liberta' di

scrivere" (dichiarazione di Oriana Fallaci nel 1991, al ritorno dalla prima guerra del Golfo).

*

Nel 1991, durante la prima azione di guerra della Nato contro l'Iraq, i mezzi di informazione hanno inventato la favola delle "bombe intelligenti", capaci di fare distinzione tra "buoni" e "cattivi". Solamente a cose fatte le stesse autorita' militari statunitensi hanno spiegato che le "bombe intelligenti" erano state solamente il sette per cento degli ordigni sganciati. Come se questo non bastasse, 77 "bombe intelligenti" su 167 hanno mancato il bersaglio. e anche il 70 per cento delle 80.000 tonnellate di esplosivo sganciate durante l'operazione "Desert Storm" ha raggiunto

obiettivi diversi da quelli prefissati.

Questi dati sono stati occultati da un silenzio omertoso, e ancora oggi qualcuno cerca di farci credere alla "bufala" degli ordigni selettivi e dotati di senso critico. Questa volta, pero', l'opinione pubblica non e' impreparata. Dieci anni di propaganda e informazione manipolata dal Kossovo all'Afghanistan, uniti a dieci anni di esperienza nell'attivismo digitale ci

hanno insegnato a difenderci dalle bugie con cui gli strateghi dell'"information warfare" e i "giornalisti con l'elmetto" inquinano il sistema dell'informazione.

La nostra arma nonviolenta per difenderci dalle informazioni manipolate sara' l'articolo 8 della legge sulla stampa, la 47 del 1948, che da' a

qualunque cittadino il diritto di ottenere una rettifica sulla pubblicazione di notizie false che lo riguardano. Questi venti di guerra riguardano ognuno di noi, e pertanto richiederemo alle testate giornalistiche e televisive di rettificare tutte le informazioni false o manipolate.

Ci rivolgiamo ai cittadini che davanti al teleschermo o leggendo il giornale lottano contro la rabbia e il senso di impotenza che nascono da affermazioni palesemente false o faziose.

Ci rivolgiamo ai giornalisti e agli operatori dei media che vorrebbero esprimere il loro disagio per tutte le manipolazioni, gli imbrogli, le scorrettezze e le violazioni deontologiche a cui assistono senza poter reagire.

Ci rivolgiamo a tutte le realta' di informazione indipendente, ai mediattivisti, alle associazioni e alle organizzazioni di volontariato dell'informazione.

Ci rivolgiamo a tutte le persone di buona volonta' che vogliono ribellarsi contro chi gioca a rimpiattino con le coscienze.

Ci rivolgiamo anche alle persone che pur non essendo contrarie alla guerra, sono contrarie alla menzogna.

A tutti loro chiediamo di segnalare tutte le informazioni false, faziose, parziali o inesatte che riguardano l'eventualita' di un attacco militare all'Iraq o altre azioni di guerra presenti e passate.

Tutte le segnalazioni vanno effettuate all'indirizzo

www.peacelink.it/mediawatch

Le organizzazioni che promuovono questa iniziativa si impegnano a raccogliere e produrre documenti, articoli, approfondimenti e riflessioni sul ruolo dell'informazione in tempo di guerra, per rendere un servizio a tutti coloro che vorranno leggere tra le righe della propaganda per cercare la verita' nascosta dietro le regole dell'"infotainment" e dell'informazione spettacolo.

Il supposto tecnico per questa raccolta di segnalazioni e' messo a disposizione dall'associazione PeaceLink, che non intende proporsi come gestore centralizzato di questa iniziativa, ma vuole semplicemente offrire uno spazio aperto a tutti e un luogo comune di raccolta delle controinformazioni sulle "bufale" giornalistiche e televisive. Questa "commissione popolare di vigilanza" sul sistema dei media non avra' un capo ne' un padrone, e il suo lavoro sara' costruito a partire dal libero contributo di tutti coloro che parteciperanno a questa iniziativa. Oggi piu' che mai i giornali e la televisione sono chiamati a rispondere del loro operato, e la lista delle cose di cui rendere conto verra' costruita da ciascuno di noi.

Per informazioni: e-mail: info@peacelink.it; tel. 3492258342 (Carlo Gubitosa)

 

GLI 007 ITALIANI COME PINOCCHIO?

MENTIRONO ALL'ONU SULL'ACQUISTO DI URANIO DA PARTE DELL'IRAQ!

di Maria Lina Veca

Lo ha rivelato il "Los Angeles Times": furono gli 007 italiani ad "inventare" l'acquisto di uranio "comprato" dall'Iraq in Niger. Un falso documento per consolidare i sospetti espressi dalla CIA fin dal 2001, secondo i quali l'Iraq avrebbe acquistato uranio dal Niger per rilanciare il programma di rilancio nucleare. Un documento citato anche da Bush, passato attraverso i servizi segreti americani e britannici, trasmesso poi agli ispettori delle Nazioni Unite:

Ma il 7 marzo arrivava il colpo di scena: erano sbagliati i nomi dei funzionari governativi coinvolti nell'affare, il documento si sgonfiava fino ad assumere le proporzioni di una "bufala". Il "Los Angeles Times" scrive: "Non insinuiamo che l'Italia lo abbia prodotto, ma è concepibile che qualche imbroglione glielo abbia venduto". Il Senatore democratico del West Virginia, John Rockfeller, ha chiesto all'F.B.I. di avviare un'inchiesta per verificare se il falso possa essere "parte di una campagna più ampia di inganno, finalizzata a manipolare l'opinione pubblica e la politica estera verso l'Iraq. Vengono in mente i cilindri di alluminio, citati dal vicepresidente Cheney come prova della ripresa dei programmi nucleari, e poi smentiti da El Baradei". La clamorosa "bugia" che sarebbe stata prodotta dai nostri 007 è stata riportata su "La Stampa" del 16 marzo, e ha destato scalpore internazionale, costringendo a pesanti rettifiche gli stessi Stati Uniti. Il documento, è superfluo sottoli nearlo, getta forte discredito sulla credibilità dell'Italia, tanto da chiedersi se non si ritenga opportuno disporre la sostituzione dei responsabili dei nostri Servizi Segreti che hanno operato questa "bufala".

Se l'acquisto di uranio da parte dell'Iraq si configura ormai come una "bugia di Pinocchio", quello che invece è indiscutibilmente vero è che "munizioni contenenti uranio impoverito fanno parte dell'arsenale bellico inviato nel Golfo in vista della guerra contro l'Iraq": lo ha recentemente confermato il Ministero della Difesa britannico, rendendo pubblica la risposta del Segretario di Stato alle forze armate Adam Ingram all'interrogazione del deputato laburista Llew Smith. Evidentemente vengono ritenuti "ininfluenti" i decessi di soldati, dopo la guerra del Golfo nel 1991, che, soltanto in Gran Bretagna, hanno raggiunto il numero di 560. Un "effetto collaterale" anche il fatto che l'uso di questo tipo di munizioni sia causa di morte, di perdita di peso, di sindrome di fatica cronica, di melanomi, ecc., per migliaia di veterani britannici, american, canadesi, francesi, italiani. Senza considerare i civili.

In Italia continua intanto la pressione da parte dell'Associazione a tutela delle vittime delle forze armate, presieduta da Falco Accame, per spezzare il muro di gomma del silenzio, delle bugie, delle omissioni, dell'omertà, che circonda il problema uranio impoverito nel nostro Paese. Accame ha scritto in questi giorni una ulteriore "lettera aperta" al Prof. Franco Mandelli, firmatario delle relazioni che avrebbero dovuto scrivere la parola definitiva sulla pericolosità del D.U. Ricordando che gli ammalati sono, soltanto in Italia, fra i 100 e i 200, e che i morti sono ormai una ventina, Falco Accame scrive: "...dalla sua ultima relazione è emerso un altissimo tasso di linfomi di Hodgkin, che supera di gran lunga ogni previsione...dalle indagini, inoltre, sono rimaste escluse le operazioni in Somalia e quelle nei poligoni, perché non incluse nel mandato da lei ricevuto...In Bosnia i nostri reparti hanno operato senza protezione. In Kosovo, dopo il 22 novembre 1999, data in cui vennero emanate le norme di protezione della KFOR a firma del Col. Osvaldo Bizzari, i nostri reparti dovevano adottare le misure di protezione. E' inaccettabile che nelle relazioni non si faccia una distinzione tra le persone che hanno operato in Bosnia e quelle che hanno operato in Kosovo perché si tratta di due situazioni assolutamente non omogenee... Le indagini della sua commissione, a quanto ho potuto capire, dovevano mettere in evidenza in quale percentuale MILITARI CHE OPERAVANO SENZA PROTEZIONE siano stati possibilmente contaminate. Nelle tre relazioni si è continuato a mischiare due gruppi disomogenei, mentre il compito era quello di considerare solo il gruppo dei militari NON PROTETTI. Altrimenti sarebbe come dire che le protezioni sono inutili e che chi le ha emanate è privo di comprendonio. Su questa questione metodologica, che è a monte di problematiche mediche, le parlo come già Capo del Gruppo di Ricerca Operativa delle Forze Armate Italiane, e quindi munito di sufficiente esperienza in materia, ma onestamente mi sembra che ad inquadrare questo problema siano bastanti minimali cognizioni di matematica e statistica."

Mentre aspettiamo di vedere se questa volta il Prof. Mandelli troverà il tempo di rispondere all'ennesima contestazione (motivata e scientificamente basata) dell'On. Falco Accame, ricordiamo che, per quanto riguarda la Bosnia, recentemente gli esperti del Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite hanno annunciato di aver rinvenuto tracce di radioattività in località bombardate con proiettili all'uranio impoverito da parte della Nato nel 1995.

In quell'occasione Falco Accame era intervenuto di nuovo nella infinita "querelle" sulla tutela della salute dei nostri soldati - e delle popolazioni civili - con un comunicato nel quale scriveva: " La recente indagine degli esperti del programma per l'ambiente delle Nazioni Unite in Bosnia ha confermato - a distanza di ben sette anni - la presenza di uranio impoverito in alcune località soggette ai bombardamenti della Nato".

Ricordiamo che durante la campagna di bombardamenti aerei contro le postazioni serbo bosniache nel 1995, la Nato ha utilizzato quintali di bombe contenenti uranio impoverito capaci di penetrare le corazze dei carri armati e dei mezzi blindati. Sappiamo che le schegge di queste bombe contaminano il suolo aumentando di circa 100 volte il livello di radioattività dell'acqua potabile.

Dice Accame: "Questo ripropone per le truppe che sono state e saranno inviate in Afghanistan, o in altre zone in cui si ritiene prevedibile l'impiego di armi al Depleted Uranium, la questione se i nostri reparti NBC (nucleare, batteriologico, chimico) siano in grado di localizzare le zone colpite e i conseguenti rischi. In Bosnia, nonostante la massiccia presenza di uranio impoverito (tale da risultare presente anche oggi, dopo sette anni) i nostri reparti NBC non furono in grado di rilevare tale presenza, tanto che i nostri reparti operarono senza alcuna misura di protezione. Eppure l'uranio impoverito era stato usato nella Guerra del Golfo e in Somalia, e fin dall'ottobre 1983 i comandi USA avevano emanato norme di protezione." La presenza di uranio era stata tanto massiccia che, a fronte dell'ostinata cecità della nostra Commissione Mandelli, la Commissione nominata dal Parlamento francese si era pronunciata in modo molto chiaro sul munizionamento all'uranio impoverito utilizzat

o dalle forze NATO nei Balcani: " Sono stati sparati 10.800 proiettili all'uranio impoverito attorno a Sarajevo, nella cosiddetta zona d'esclusione" e, quanto alle operazioni in Kosovo "l'aviazione statunitense lanciò 31.000 proiettili all'uranio impoverito, soprattutto sul sud del Kosovo".

"Le armi all'uranio impoverito - dice ancora Falco Accame - che gli Stati Uniti hanno deciso di usare nel prossimo attacco all'Iraq, possono considerarsi come ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA, perché i loro effetti si prolungano indefinitamente nel tempo sul terreno, così come i recenti rilievi effettuati dall'UNEP nel territorio della ex Jugoslavia confermano. Tutti i paesi che hanno ricevuto danni, non solo ecologici, ma anche relativi a persone (ammalati e morti tra civili e militari, bambini nati con deformazioni genetiche) dovrebbero sentire la gravità di quanto sta accadendo. L'enorme divario di potenzialità tra le Forze Armate USA e quelle iraqene, non rende certo necessario l'uso di queste armi da parte delle Forze Armate americane, come invece ha recentemente affermato il colonnello James Naughton, portavoce del Pentagono. Certamente i militari USA, con le tute spaziali che indossano, sono protetti dalle radiazioni e non si ripeterà per loro quanto accaduto ai veterani della guerra del Golfo. Ma il suolo iraqeno e i civili (e i militari) iraqeni non hanno mezzi per proteggersi".

 

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. e fax: 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Numero 550 del 29 marzo 2003

CHE FARE. PRIMO: CON L'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA BLOCCARE L'OPERATIVITA' DELLE BASI MILITARI IN TERRITORIO ITALIANO IMPEGNATE NELLA GUERRA ILLEGALE E CRIMINALE, TERRORISTA E STRAGISTA

L'arrivo sul teatro delle operazioni belliche dei paracadutisti provenienti da una base americana in territorio italiano e' la conferma ultima e definitiva che le basi militari Usa in territorio italiano sono coinvolte nella guerra a tutti gli effetti. Questo signifca che esse, ipso facto, violano la Costituzione italiana, che la loro presenza e la loro attivita' sono fuorilegge e pericolose per la nostra stessa popolazione e il nostro stesso territorio, e sono corresponsabili della commissione di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita'. Dovrebbero essere i pubblici poteri italiani a bloccarne ogni attivita', ogni operativita', ad intervenire ope legis sequestrando le strutture ed arrestando e processando chi vi opera. Se i pubblici poteri non lo fanno (e  non facendolo si rendono complici di crimini di guerra e crimini contro l'umanita', e di violazione del dettato costituzionale e di precisi obblighi di legge), e' in capo ad ogni cittadino italiano il diritto e il dovere, l'obbligazione giuridica e l'esigenza morale, di fermare la guerra illegale e criminale nella sua articolazione dislocata in territorio italiano. Cosi' ci impone la Costituzione della Repubblica Italiana, cui vogliamo e dobbiamo essere fedeli. E cosi' ci impone la coscienza. E per rendere inoperanti le basi terroriste e stragiste dell'esercito Usa in territorio italiano occorre l'azione diretta nonviolenta. Adesso. Per salvare le vite umane delle vittime della guerra, per salvare la nostra stessa popolazione dai fin troppo prevedibili possibili tragici sviluppi della guerra su scala planetaria, per salvare l'umanita'; per ripristinare la legalita' costituzionale e il diritto internazionale; per difendere le Nazioni Unite, e last but not least per difendere l'indipendenza del nostro stesso paese dalla ferocia e dalla follia degli stragisti colonialisti e degli altri terroristi loro allievi e sodali. E' l'ora dell'azione diretta nonviolenta: per la legalita', per la democrazia, per l'umanita'. Contro le uccisioni, il terrorismo, le dittature, la guerra, l'apocalisse.

 

CHE FARE. SECONDO: CON L'AZIONE NONVIOLENTA COSTRINGERE IL GOVERNO GOLPISTA E COMPLICE DI CRIMINI DI GUERRA E CRIMINI CONTRO L'UMANITA' ALLE  DIMISSIONI

Il governo italiano, con la sua scellerata, sciagurata condotta, ha reso il nostro paese complice di una guerra illegale e criminale. Per far questo ha violato la Costituzione e si e' reso fuorilegge. In attesa dell'intervento necessario ed urgente delle forze dell'ordine e delle competenti magistrature per arrestare, processare e punire i criminali al governo, occorre costringere alle dimissioni il governo golpista e complice di crimini di guerra e crimini contro l'umanita'. Per imporne le dimissioni lo strumento fondamentale e' lo sciopero generale, la piu' classica delle azioni nonviolente. Occorre promuovere lo sciopero generale a oltranza contro la guerra, con il preciso obiettivo delle dimissioni del governo che ha trascinato l'Italia in guerra; con il preciso obiettivo del ripristino della legalita' costituzionale italiana; con il preciso obiettivo di un nuovo governo fedele alla legge, alla democrazia, all'umanita', un governo che si impegni a rispettare ed adempiere il mandato della Costituzione della Repubblica Italiana: opporsi alla guerra.

 

CHE FARE. TERZO: DENUNCIARE ALLE COMPETENTI MAGISTRATURE I COMPLICI ITALIANI DELLA GUERRA STRAGISTA E TERRORISTA

Occorre promuovere una campagna di massa di denuncia alle competenti magistrature dei complici italiani della guerra stragista e terrorista, dei golpisti che hanno attentato alla Costituzione e che si sono resi complici dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanita' in corso. Alcuni esposti sono gia' stati presentati in questi ultimi mesi, settimane, giorni: presentiamone presso tutti gli uffici giudiziari, presso tutte le questure, presso tutte le caserme dei Carabinieri. Chiediamo alle istituzioni preposte all'ordine pubblico e all'azione penale di intervenire per arrestare i criminali, per metterli in condizione di non nuocere; chiediamo alle competenti autorita' giudiziarie di intervenire per arrestare, processare e punire gli assassini ed i complici degli assassini.

 

CHE FARE. QUARTO: MOBILITARE TUTTE LE ISTITUZIONI CONTRO LA GUERRA, IN DIFESA DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE, DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, DEL DIRITTO ALLA VITA DI OGNI ESSERE UMANO

Per fermare la guerra, ripristinare la legalita', salvare innumerevoli vite umane, nulla deve restare intentato di quanto e' legittimo, giusto, doveroso e necessario fare, ancorando la nostra azione ad una scelta ed una condotta rigorosamente ed esclusivamente nonviolenta; tra le cose piu' urgenti da fare occorre anche mobilitare tutte le istituzioni in difesa della legalita' costituzionale, del diritto internazionale, del diritto alla vita di ogni essere umano.

A cominciare dai sindaci: che hanno il potere di emettere ordinanze urgenti per bloccare l'attivita' delle basi militari italiano attualmente illegalmente impegnate nella guerra fuorilegge, stragista e terrorista. E oltre i sindaci i consigli comunali;: ed oltre i Comuni anche le Provincie e le Regioni; ed i prefetti e i questori, e tutte le autorita' pubbliche che nell'ambito delle loro rispettive competenze possono e devono agire per ripristinare la legalita' costituzionale e salvare le vite umane che la guerra minaccia ed uccide.

 

MATERIALI. SETTE INDISPENSABILI REGOLE DI CONDOTTA PER PARTECIPARE AD AZIONI DIRETTE NONVIOLENTE

[Il testo seguente e' la riproposizione, adattata alla proposta specifica di bloccare con la nonviolenza l'operativita' delle basi militari impegnate nella guerra dislocate in territorio italiano, di un testo gia' precedentemente piu' volte diffuso]

1. A un'azione diretta nonviolenta possono partecipare solo le persone che accettano incondizionatamente di attenersi alle regole della nonviolenza durante tutto lo svolgimento dell'azione diretta nonviolenta stessa.

2. Tutti i partecipanti devono saper comunicare parlando con chiarezza, con tranquillita', con rispetto per tutti, e senza mai offendere nessuno.

3. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente senso e fini dell'azione diretta nonviolenta cui prendono parte, nel caso specifico del blocco delle basi militari di potenze e alleanze inclusive di potenze impegnate nella guerra cio' significa fare un'azione rigorosamente nonviolenta e concretamente efficace:

- per fermare la guerra, le stragi, le devastazioni; cioe' per salvare delle vite umane, come e' diritto e dovere di ogni essere umano;

- per rispettare ed inverare con il proprio impegno personale la legalita' costituzionale e il diritto internazionale che proibiscono questa guerra.

4. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente anche le possibili conseguenze personali della partecipazione all'azione diretta nonviolenta cui prendono parte, nel caso specifico del blocco delle basi impegnate nella guerra cio' vale a dire essere consapevoli che ogni singolo partecipante puo' andare incontro alla possibilita' di denuncia, di fermo e di arresto, di procedimento penale e di condanna a sanzione sia pecuniaria che detentiva.

Queste possibilita' vanno seriamente esaminate prima di prendere parte all'azione diretta nonviolenta; una volta decisisi a partecipare e se esse si verificassero si ha il dovere di accettare pacificamente e onestamente tali conseguenze, e ad esse nessuno deve cercare di sottrarsi. Varie e gravi sono le imputazioni possibili, con l'aggravante del concorso essendo in piu' persone a compiere l'azione diretta nonviolenta. Tutti i partecipanti devono essere muniti di documenti di identita' e devono esibirli su richiesta delle forze dell'ordine (non farlo e' reato); tutti i partecipanti hanno il dovere di non provocare danni alle persone, all'ambiente o ai beni; tutti i partecipanti devono avere un atteggiamento di massimo rispetto nei confronti di tutte le persone e soprattutto nei confronti delle forze dell'ordine. Tutti i partecipanti devono saper spiegare le ragioni dell'iniziativa nonviolenta e chiarire che la propria condotta sara' comunque rigorosamente nonviolenta; e poiche' si occuperanno aree pubbliche con il proprio corpo, qualora si venga spostati di peso non si deve in alcun modo ne' opporre resistenza, ne' lanciare offese ne' minacce: e' bene continuare a parlare serenamente e rispettosamente anche con le persone che materialmente sposteranno i partecipanti, rassicurandoli che la nostra azione non e' affatto contro di loro e non intendiamo in alcun modo ne' offenderli ne' far loro del male, e che anzi l'azione diretta nonviolenta e' eseguita per difendere la legalita' costituzionale che e' stata violata da chi illegalmente e criminalmente ha promosso o sta favoreggiando la guerra in corso.

5. Tutti devono rispettare i seguenti principi della nonviolenza:

- non fare del male a nessuno: se una sola persona tra i partecipanti all'azione diretta nonviolenta dice o fa delle stupidaggini, o una sola persona per responsabilita' dei partecipanti all'azione diretta nonviolenta si fa male, l'azione diretta nonviolenta e' irrimediabilmente e totalmente fallita, e deve essere immediatamente sospesa;

- spiegare a tutti (amici, autorita', interlocutori, interpositori, eventuali oppositori) cosa si intende fare, e che l'azione diretta nonviolenta non e' rivolta contro qualcuno, ma contro la violenza (in questo caso lo scopo e' fermare la guerra, cercar di impedire che avvengano altre stragi ed atrocita', salvare delle vite umane, difendere la legalita' costituzionale e il diritto internazionale);

- dire sempre e solo la verita';

- fare solo le cose decise prima insieme con il metodo del consenso ed annunciate pubblicamente (cioe' a tutti note e da tutti condivise); nessuno deve prendere iniziative personali di nessun genere; la nonviolenza richiede lealta' e disciplina;

- assumersi pienamente la responsabilita' delle proprie azioni e quindi subire anche le conseguenze che ne derivano;

- mantenere una condotta nonviolenta anche di fronte all'eventuale violenza altrui.

6. Occorre chiarire che chi non accetta queste regole non puo' partecipare all'azione diretta nonviolenta, poiche' sarebbe di pericolo per se', per gli altri e per la riuscita dell'iniziativa che e' e deve essere rigorosamente nonviolenta.

7. E' bene che chi promuove azioni dirette nonviolente fornisca a tutti i partecipanti per iscritto le regole di condotta condivise, e meglio ancora sarebbe se esse venissero discusse e definite tra tutti i partecipanti col metodo del consenso. Questo testo puo' essere un canovaccio utilizzabile a tal fine: se condiviso puo' essere riprodotto in volantini e cartelloni. E' inoltre bene che le regole di condotta condivise dai partecipanti all'azione diretta nonviolenta vengano fatte conoscere anche alle forze dell'ordine, alle varie autorita' ed a tutte le altre persone che si trovassero nel luogo in cui si svolge l'azione diretta nonviolenta dandone una copia scritta ad ogni persona presente, oltre che a tutti i mezzi d'informazione.

Il testo che precede e' un adattamento di un paragrafo della "Guida pratica all'azione diretta nonviolenta delle mongolfiere della pace" del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, diffusa ed utilizzata nel 1999. Ai fini delle possibili conseguenze civili e penali (se questo testo venisse considerato "istigazione a delinquere" essendo, come e', un invito a realizzare azioni dirette nonviolente per fermare la guerra illegale e criminale) il responsabile di questo testo e' Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo.

 

DOCUMENTAZIONE. LOREDANA MORANDI: UNA DENUNCIA NEI CONFRONTI DEL MINISTRO MARTINO PER ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE

[Dal sito www.studiocelentano.it riprendiamo il seguente comunicato] Attentato Alla Costituzione: La denuncia e' stata depositata in data 22 marzo 2003 alla presenza del Vice Procuratore Aggiunto dottor Ettore Torri della Procura della Repubblica di Roma e reca numero di ricezione primi atti 58745, nei prossimi giorni le sara' attribuito il numero di registro generale notizie di reato. Tale denuncia redatta da un pool di giuristi capitanato dall'avv. Giorgio Bonamassa, reca oltre alla dettagliata narrazione dei fatti, che supportano l'ipotesi di reato sugli articoli 241 e 283 del codice penale, anche adeguata menzione alla dottrina giuridica nazionale ed internazionale, oltre ai precedenti registrati dal massimario dell'Alta Corte di Cassazione. Ne sono primi firmatari il Senatore Luigi Malabarba ed altri rappresentanti di associazioni pacifiste del Social Forum Europeo. La denuncia si fonda su fatti noti pubblicati dagli stenografici della Camera: a meta' febbraio il Ministro Martino concedeva l'uso delle infrastrutture pubbliche dei 26 convogli carichi di armamenti, dietro richiesta verbale dell'ambasciatore statunitense, senza alcuna richiesta formale o scritta dall'amministrazione Usa. Tale concessione si troverebbe in contrasto con quanto previsto dal Trattato della Nato, con la Convenzione di Londra del 1951, con il Protocollo di Parigi del 1952 e con l'Accordo internazionale firmato a Parigi nel 1962. L'atto, depositato in Procura, ribadisce il clima di illiceita' dell'attacco unilaterale degli Stati Uniti contro l'Iraq, tale proprio sulla base giuridica della risoluzione Onu 1441 e della clausola, che esclude l'uso della forza. Lo stesso Trattato Nato, che prevede una collaborazione fra Stati membri per la reciproca sicurezza, all'art. 5 richiama l'art. 51 della Carta Onu. Il regime della trasparenza delle azioni e' sancito al paragrafo secondo dell'art. 5; l'art. 7 del Trattato Nato sancisce una sostanziale prevalenza della Carta Onu mediante una clausola generale di compatibilita' rispetto agli obblighi stabiliti e il richiamo al Consiglio di Sicurezza quale principale responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza. Cadono infine in regime giuridico gli accordi "segreti" del governo italiano, di fronte alla sovranita' della Costituzione della Repubblica e di fronte alla sovranita' del Parlamento.

L'atto reca ancora menzione dell'abuso compiuto nell'utilizzo delle basi Nato in Italia per scopi bellici. Tale utilizzo travalicando quanto espresso nel Trattato di Washington, viola l'art. 11 della Costituzione Italiana, sostanziandosi l'atto della concessione nella violazione alla sovranita' dell'espressione del Parlamento sancita art. 64 comma 2 della Carta Costituzionale e in una gravissima violazione dell'art. 78 e le norme di attuazione sull'attribuzione della legislazione alle due Camere. Risulterebbe inoltre disatteso il dettato della legg 185/1990 sul divieto di esportazione e transito, a tal fine, di armi ad uso bellico. Reca sostanza all'ipotesi di reato di pericolo (241 c. p.) la sentenza della Cassazione Penale Sez. Unite n. 1 del 18.3.1970, che evidenzia: "nelle sue condizioni necessarie e sufficienti, quando il fatto commesso dall'agente per la sua natura, le sue caratteristiche, la sua sintomaticita', sia espressione di un tale agire (non inidoneo) da potersi considerare, alla stregua dei canoni della logica valutativa delle azioni umane, come iniziazione d'opera ideata, messa in esecuzione di concepito progetto, passaggio dalla fase preparatoria alla fase esecutiva di efficiente programma avente per obiettivo ultimo il risultato della sottoposizione del territorio dello Stato o di una parte di esso alla sovranita' di uno Stato straniero". Cosi' come Cassazione (sent. 26.3.1986, in GI, 1988, II, 83) sancisce con i termini di "massima giuridica", che: "ogni attentato a organismi, enti o istituzioni, titolari dei rapporti civili, sociali ed economici che la Costituzione particolarmente riconosce e garantisce, finalizzato ad offenderne l'integrita', per ridurre o eliminarne la funzionalita' istituzionale e quindi a sovvertire il sistema di cui quelli sono elementi strutturali, e' atto idoneo a ledere l'interesse all'ordinato svolgimento dei rapporti di cui quegli enti sono titolari e responsabili, e di concerto ad attentare all'ordinamento costituzionale". In conclusione l'atto depositato rileva che un tale vulnus all'ordinamento costituzionale recherebbe gravissime conseguenze sul piano internazionale e sull'interno del Paese, chiede quindi il sequesto dei treni e dei materiali bellici trasportati, evidenziando, come gia' si e' appreso a mezzo stampa, l'utilizzo improprio della base di Camp Darby, dell'aeroporto di Fiumicino e dei porti di Napoli, La Spezia e Livorno.

 

RIFLESSIONE. ANTONINO DRAGO: PROPOSTE CONTRO LA GUERRA E PER LA PACE

[Riceviamo e volentieri diffondiamo questo intervento di Antonino Drago (per contatti: tel. 0817803697, fax: 06233242218, e-mail: drago@unina.it). Tonino Drago, nato a Rimini nel 1938, docente di storia della fisica all'Universita' di Napoli, da sempre impegnato nei movimenti nonviolenti, e' uno dei piu' prestigiosi peace-researcher italiani e uno dei piu' autorevoli amici della nonviolenza. Tra le molte opere di Antonino Drago: Scuola e sistema di potere: Napoli, Feltrinelli, Milano 1968; Scienza e guerra (con Giovani Salio), Edizioni Gruppo Abele, Torino 1983; L'obiezione fiscale alle spese militari (con G. Mattai), Edizioni Gruppo Abele, Torino 1986; Le due opzioni, La Meridiana, Molfetta; La difesa e la costruzione della pace con mezzi civili, Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 1997; Atti di vita interiore, Qualevita Torre dei Nolfi (Aq) 1997]

Con la guerra dell'Iraq, gli Usa hanno imboccata la strada, senza ritorno,

della loro decadenza, morale e politica; non riusciranno mai piu' ad avere un consenso morale come lo ottennero l'11 settembre; ne' all'estero, dove i popoli si sono segnati indelebilmente l'aggressione di questi giorni; ne' all'interno, dove la democrazia sta lentamente affondando a causa degli scandali delle multinazionali e le leggi speciali.

Inoltre, anche se vincessero in poco tempo, essi hanno iniziato una decadenza anche militare, perche' per fare una guerra occorre avere delle forti motivazioni; altrimenti si fanno solo dei disastri, che si rendono evidenti anche se si ottengono vittorie sul campo. D'altra parte oggi nel mondo si e' espressa una grande forza morale; un popolo di pace. Sia pure senza capi, e' arrivato a manifestazioni di milioni e milioni di persone, unanimi; le dichiarazioni delle confessioni religiose sono state nette e concordi, senza timori per il potere costituito. Le maggiori personalita' mondiali (Mandela, Papa, Dalai Lama, Carter, Menchu', ecc.) hanno assunto con naturalezza il ruolo di autorita' morali mondiali, che sanno reagire alla demolizione delle istituzioni giuridiche.

Ora si tratta di continuare su questa strada, affinche':

1) si mantenga il giudizio morale negativo su questa guerra;

2) si dia sostegno morale al lavoro di costruzione di una nuova struttura (piu' che morale: giuridica, politica) di pace nel mondo. Le proposte che vedo sono le seguenti:

a) Digiuno a staffetta, per offrire un volume morale di sofferenza sufficiente a costruire le novita' desiderate nel mondo.

b) Completare il giudizio morale che in questi giorni tutti i vertici ecclesiastici hanno dato contro questa guerra: chiedere ai cappellani militari di uscir